I DIDN'T DIE - A true story from Gaza
di Lucrezia Marini
"I Didn't Die": la doppia voce di chi non si arrende all'oblio.

Titolo: I DIDN'T DIE - A true story from Gaza
Autore: Fares Alfarra,
Editore: Another Coffee Stories Editore
Data di pubblicazione: 26/02/2026
Pagine: 220
Genere: narrativa, introspettivo, biografia
Recensione
Trama e Commento
I DIDN'T DIE - A true story from Gaza è il potente romanzo autobiografico di Fares Alfarra, edito da Another Coffee Stories Editore.
Il libro ci porta nel cuore della Striscia di Gaza.
Fin da piccolo, Fares sognava di diventare medico per dedicarsi agli altri, ma mentre studiava all'università la guerra ha travolto ogni progetto.
E improvvisamente…Il fischio acuto di un missile.
Estremamente forte.Un colpo diretto agli ultimi tre piani dell'edificio.
Un'esplosione che ha scosso tutto.
Le pietre cadevano attraverso il nostro tetto.
Fumo denso.
La polvere strozzava il respiro.
I bombardamenti, come raffiche incessanti, hanno tempestato la città cambiando il suo destino per sempre.
Due secondi.
Eppure in questi due secondi, è cambiata tutta
la mia vita.
All'inizio, non capivo cosa fosse successo.
Poi...
Ho sentito il suono di un'esplosione.
Ed è stato il momento in cui ho capito.
La cifra stilistica di questo volume risiede nella sua natura bilingue: ogni capitolo è scritto sia in italiano che in inglese. Questa scelta editoriale si trasforma in un atto umano: l'inglese è il ponte che l'autore ha gettato verso il mondo durante l'assedio, l'italiano è l'accoglienza di quel messaggio.
Quando l'aereo è decollato,
ho guardato fuori dalla finestra.
Non ho pianto.
Ho soltanto sussurrato "addio":
a un posto che ha preso tutto da me,
eppure mi ha formato.
In un mondo in cui i media riducono spesso Gaza a freddi numeri, Alfarra ci restituisce la dignità di un'esistenza che rivendica il proprio diritto al futuro.
Ho cercato di rimanere positivo, ma non riuscivo
a smettere di pensare a cosa era successo. Non
riuscivo a superarlo, qualsiasi cosa facessi. Non
riuscivo a dormire la notte.
Il valore di quest'opera è stato riconosciuto anche dalle istituzioni: proprio in queste ore, il 14 aprile il libro viene presentato presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. È il segno di quanto questa voce sia oggi necessaria nel nostro dibattito per trasformare il lettore da semplice spettatore a testimone.
Un'opera che non si limita a informare, ma che ti costringe a guardare in faccia la realtà attraverso due lingue, perché una sola non basterebbe a contenere tutta questa verità.
«Non sono arrivato intero.
Ma sono arrivato vivo.
E qualche volta,
dopo tutto,
questo è più che sufficiente.»
Fares Alfarra
Fares Alfarra è nato a Gaza, nel 2005. Fin dall'infanzia ha coltivato una profonda passione per lo studio, in particolare per la medicina, convinto che la conoscenza sia l'unica strada per costruire un futuro migliore, nonostante le difficoltà.
Nel 2023, a pochi mesi dall'inizio del suo percorso universitario, è scoppiata la guerra. Durante quei mesi, ha vissuto bombardamenti e sfollamenti, assistendo anche alla distruzione della propria casa.
Ma è quando è rimasto gravemente ferito in un attacco, che la sua vita si è trasformata completamente: ha affrontato numerosi interventi chirurgici complessi, seguiti da un lungo e difficile percorso di cura e riabilitazione.
Nonostante il dolore fisico e psicologico, Fares ha scelto di trasformare la sua sofferenza in un messaggio. Questo libro è la testimonianza di una persona che ha vissuto la guerra dall'interno, non solo per raccontare la distruzione, ma per parlare dell'essere umano dentro la distruzione: della paura, della fede, della resilienza e della dignità.Alla fine del 2025 ha ottenuto una borsa di studio che gli ha permesso di trasferirsi in Italia per proseguire il suo percorso accademico, dove continua a studiare e a far sentire la propria voce — e quella della sua città — al mondo.
La sua storia non è soltanto una narrazione di eventi, ma la responsabilità che sente verso chi non ha avuto la possibilità di raccontare la propria.